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novo blog de moda ética: http://lucianaduarte.wordpress.com/



Diálogo filosófico da moda e da morte

Moda também é cultura, não é mesmo?Em dúvida Parafraseando os "manos", dos quais eu assimilei muitas gírias nestes anos todos ehehe, "fita só" que "loucura" é essa mini-ópera italiana sobre a moral da moda e da morte! Bobo

Sapatos do grande estilista Alexander McQueen, que se suicidou há poucos dias. aborrecido

DIALOGO DELLA MODA E DELLA MORTE

 

Obs.: ver tradução para o português em: http://www.mariosantiago.net/Textos%20em%20PDF/DIALOGODELLAMODAEDELLAMORTE.pdf

 (in Operette morali)

Giacomo Leopardi

 

(29 juin 1798, Recanati/ 14 juin 1837, Napoles)

Moda Brincalhão

Madama Morte, madama Morte.

Morte Diabólico

Aspetta che sia l'ora, e verrò senza che tu mi chiami.

 

Moda Brincalhão

Madama Morte.

 

Morte Diabólico

Vattene col diavolo. Verrò quando tu non vorrai.

 

Moda Brincalhão

Come se io non fossi immortale.

 

Morte Diabólico

Immortale? Passato è già più che 'lmillesim'anno che sono finiti i tempi degl'immortali.

 

Moda Brincalhão

Anche Madama petrarcheggia come fosse un lirico italiano del cinque o dell'ottocento?

 

Morte Diabólico

Ho care le rime del Petrarca, perché vi trovo il mio Trionfo, e perché parlano di me quasi da per tutto. Ma in somma levamiti d'attorno.

 

Moda Brincalhão

Via, per l'amore che tu porti ai sette vizi capitali, fermati tanto o quanto, e guardami.

 

Morte Diabólico

Ti guardo.

 

Moda Brincalhão

Non mi conosci?

 

Morte Diabólico

Dovresti sapere che ho mala vista, e che non posso usare occhiali, perché gl'Inglesi non ne fanno che mi valgano, e quando ne facessero, io non avrei dove me gl'incavalcassi.

 

Moda Brincalhão

Io sono la Moda, tua sorella.

 

Morte Diabólico

Mia sorella?

 

Moda Brincalhão

Sì: non ti ricordi che tutte e due siamo nate dalla Caducità?

 

Morte Diabólico

Che m'ho a ricordare io che sono nemica capitale della memoria.

 

Moda Brincalhão

Ma io me ne ricordo bene; e so che l'una e l'altra tiriamo parimente a disfare e a rimutare di continuo le cose di quaggiù, benché tu vadi a questo effetto per una strada e io per un'altra.

In caso che tu non parli col tuo pensiero o con persona che tu abbi dentro alla strozza, alza più la voce e scolpisci meglio le parole; che se mi vai borbottando tra' denti con quella vocina da ragnatelo, io t'intenderò domani, perché l'udito, se non sai, non mi serve meglio che la vista.

 

Moda Brincalhão

Benché sia contrario alla costumatezza, e in Francia non si usi di parlare per essere uditi, pure perché siamo sorelle, e tra noi possiamo fare senza troppi rispetti, parlerò come tu vuoi. Dico che la nostra natura e usanza comune è di rinnovare continuamente il mondo, ma tu fino da principio ti gittasti alle persone e al sangue; io mi contento per lo più delle barbe, dei capelli, degli abiti, delle masserizie, dei palazzi e di cose tali. Ben è vero che io non sono però mancata e non manco di fare parecchi giuochi da paragonare ai tuoi, come verbigrazia sforacchiare quando orecchi, quando labbra e nasi, e stracciarli colle bazzecole che io v'appicco per li fori; abbruciacchiare le carni degli uomini con istampe roventi che io fo che essi v'improntino per bellezza; sformare le teste dei bambini con fasciature e altri ingegni, mettendo per costume che tutti gli uomini del paese abbiano a portare il capo di una figura, come ho fatto in America e in Asia 1; storpiare la gente colle calzature snelle; chiuderle il fiato e fare che gli occhi le scoppino dalla strettura dei bustini; e cento altre cose di questo andare. Anzi generalmente parlando, io persuado e costringo tutti gli uomini gentili a sopportare ogni giorno mille fatiche e mille disagi, e spesso dolori e strazi, e qualcuno a morire gloriosamente, per l'amore che mi portano. Io non vo' dire nulla dei mali di capo, delle infreddature, delle flussioni di ogni sorta, delle febbri quotidiane, terzane, quartane, che gli uomini si guadagnano per ubbidirmi, consentendo di tremare dal freddo o affogare dal caldo secondo che io voglio, difendersi le spalle coi panni lani e il petto con quei di tela, e fare di ogni cosa a mio modo ancorché sia con loro danno.

 

Morte Diabólico

In conclusione io ti credo che mi sii sorella e, se tu vuoi, l'ho per più certo della morte, senza che tu me ne cavi la fede del parrocchiano.' Ma stando così ferma, io svengo; e però, se ti dà l'animo di corrermi allato, fa di non vi crepare, perch'io fuggo assai, e correndo mi potrai dire il tuo bisogno; se no, a contemplazione della parentela, ti prometto, quando io muoia, di lasciarti tutta la mia roba, e rimanti col buon anno.

 

Moda Brincalhão

Se noi avessimo a correre insieme il palio, non so chi delle due si vincesse la prova, perché se tu corri, io vo meglio che di galoppo; e a stare in un luogo, se tu ne svieni, io me ne struggo. Sicché ripigliamo a correre, e correndo, come tu dici, parleremo dei casi nostri.

 

Morte Diabólico

Sia con buon'ora. Dunque poiché tu sei nata dal corpo di mia madre, saria conveniente che tu mi giovassi in qualche modo a fare le mie faccende.

 

Moda Brincalhão

Io l'ho fatto già per l'addietro più che non pensi. Primieramente io che annullo o stravolgo per lo continuo tutte le altre usanze, non ho mai lasciato smettere in nessun luogo la pratica di morire, e per questo vedi che ella dura universalmente insino a oggi dal principio del mondo.

 

Morte Diabólico

Gran miracolo, che tu non abbi fatto quello che non hai potuto!

 

Moda Brincalhão

Come non ho potuto? Tu mostri di non conoscere la potenza della moda.

 

Morte Diabólico

Ben bene: di cotesto saremo a tempo a discorrere quando sarà venuta l'usanza che non si muoia. Ma in questo mezzo io vorrei che tu da buona sorella, m'aiutassi a ottenere il contrario più facilmente e più presto che non ho fatto finora.

 

Moda Brincalhão

Già ti ho raccontate alcune delle opere mie che ti fanno molto profitto. Ma elle sono baie per comparazione a queste che io ti vo' dire. A poco per volta, ma il più in questi ultimi tempi, io per favorirti ho mandato in disuso e in dimenticanza le fatiche e gli esercizi che giovano al ben essere corporale, e introdottone o recato in pregio innumerabili che abbattono il corpo in mille modi e scorciano la vita. Oltre di questo ho messo nel mondo tali ordini e tali costumi, che la vita stessa, così per rispetto del corpo come dell'animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della morte. E quando che anticamente tu non avevi altri poderi che fosse e caverne, dove tu seminavi ossami e polverumi al buio, che sono semenze che non fruttano; adesso hai terreni al sole; e genti che si muovono e che vanno attorno co' loro piedi, sono roba, si può dire, di tua ragione libera, ancorché tu non le abbi mietute, anzi subito che elle nascono. Di più, dove per l'addietro solevi essere odiata e vituperata, oggi per opera mia le cose sono ridotte in termine che chiunque ha intelletto ti pregia e loda, anteponendoti alla vita, e ti vuol tanto bene che sempre ti chiama e ti volge gli occhi come alla sua maggiore speranza. Finalmente perch'io vedeva che molti si erano vantati di volersi fare immortali, cioè non morire interi, perché una buona parte di sé non ti sarebbe capitata sotto le mani, io quantunque sapessi che queste erano ciance, e che quando costoro o altri vivessero nella memoria degli uomini, vivevano, come dire, da burla, e non godevano della loro fama più che si patissero dell'umidità della sepoltura; a ogni modo intendendo che questo negozio degl'immortali ti scottava, perché parea che ti scemasse l'onore e la riputazione, ho levata via quest'usanza di cercare l'immortalità, ed anche di concederla in caso che pure alcuno la meritasse. Di modo che al presente, chiunque si muoia, sta sicura che non ne resta un briciolo che non sia morto, e che gli conviene andare subito sotterra tutto quanto, come un pesciolino che sia trangugiato in un boccone con tutta la testa e le lische. Queste cose, che non sono poche né piccole, io mi trovo aver fatte finora per amor tuo, volendo accrescere il tuo stato nella terra, com'è seguito. E per quest'effetto sono disposta a far ogni giorno altrettanto e più; colla quale intenzione ti sono andata cercando; e mi pare a proposito che noi per l'avanti non ci partiamo dal fianco l'una dell'altra, perché stando sempre in compagnia, potremo consultare insieme secondo i casi, e prendere migliori partiti che altrimenti, come anche mandarli meglio ad esecuzione.

Morte Diabólico

Tu dici il vero, e così voglio che facciamo.

1 In proposito di quest'uso, il quale è comune a molti popoli barbari, di trasfigurare a forza le teste, è notabile un luogo d'Ippocrate, de Aere, Aquis et Locis, opp. ed Mercurial. class. 1, p. 29, sopra una nazione del Ponto, detta dei Macrocefali, cioè Testelunghe; i quali ebbero per usanza di costringere le teste dei bambini in maniera, che elle riuscissero più lunghe che si potesse: e trascurata poi queste pratica, nondimeno i loro bambini nascevano colla testa lunga: perché, dice Ippocrate, così erano i genitori.

Fonte:http://www.classicitaliani.it/leopardi/leo08.htm#n-03



Escrito por Lu Duarte às 15h32
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Breve análise de empresa de moda ética

Foi mal a demora...Com vergonha Meu computador estava "hospitalizado"... Daí, estava fazendo uma "faxina" nos meus arquivos de Moda Ética e encontrei este trabalho, sobre a empresa em que trabalhei:

Universidade do Estado de Minas Gerais – Escola de Design
Disciplina optativa: Requisitos Ambientais no Projeto
Profa: Lia Krucken
Aluna: Luciana dos Santos Duarte

Prática I

Nome do produto: vestuário brasileiro e natural; produto de moda categorizado em coleções semestrais e linhas ”feminino” e “masculino”.

Identificação do fabricante: Raiz da Terra Brazilian Nature Wear;  http://www.raizdaterra.com/

Local de produção: Rua Atenas, 125, Prado, Belo Horizonte – MG

Materiais:

Sorte Tecno-bambu
É uma fibra relaxante com funções antibacterianas e desodorizantes.
A fibra é 100% biodegradável, amiga da natureza, proveniente de plantações sustentáveis renováveis que crescem muito rapidamente. Algumas variedades de bambu se renovam a cada 56 dias(outras arvores demoram aproximadamente 20 anos para alcançar a maturidade).
Toque extremamente macio, alta capacidade de absorção e evaporação, boa estabilidade, alta tenacidade e durabilidade são características das malhas de bambu.


Sorte Ecologic
Produzida com algodão orgânico certificado e tingido com corantes naturais obtidos de minerais e vegetais. Possui fator de proteção solar oriundo do acabamento com Amaciaste Natural, que tem como base a manteiga extraída das sementes do cupuaçu (fruto da Amazônia).

Sorte 100% Algodão Penteado
Algodão penteado, uma fibra 100% natural e refinada, provinda das melhores fiações brasileiras. Isso representa maior resistência, durabilidade, conforto e um toque soft. O processo produtivo dessa peça supera os padrões ambientais, os retalhos e sobras de tecidos são doados à cooperativas para confecção de tapetes e cobertores artesanais, colaborando para a geração de renda dessas famílias.

Sorte 100% Algodão Ecológico
Esse tecido foi desenvolvido com o pensamento ecológico, pois não sofre oxidação dos produtos químico no beneficiamento, resguardando assim as ceras e graxas de sua origem (In Natura). O processo produtivo dessa peça supera os padrões ambientais, sendo os retalhos e sobras de tecidos doados a cooperativas para confecção de tapetes e cobertores artesanais, colaborando para a geração de renda dessas famílias.

Sorte Algodão orgânico colorido
O algodão orgânico é obtido em sistemas sustentáveis no tempo e no espaço, mediante o manejo e a proteção dos recursos naturais, sem a utilização de agrotóxicos, adubos químicos ou outros insumos prejudiciais à saúde humana e animal e ao meio ambiente, mantendo e recuperando a fertilidade e a vida dos solos e a diversidade de seres vivos.

Sorte Amazontex
Essa malha é elaborada com fios naturais e refinados, associados ao acabamento Amazontex, que tem como base a manteiga extraída das sementes do Cupuaçu, fruto cultivado e extraído da Amazônia. O enorme respeito para com a natureza, a preservação e extração ambiental correta são base desse projeto que colabora com a geração de renda para as comunidades e o desenvolvimento sustentável da Amazônia. Aliando conforto e tecnologia, tem um toque muito macio, é antialérgico, tem alta hidrofilidade, trata e protege a pele contra os raios nocivos do sol.

Sorte Lyocell
Produzida a partir de celulose natural (100%) de árvores cultivadas, é obtida através do processo que utiliza solvente orgânico e não-tóxico, totalmente reciclado. Vantagens:
fios e tecidos mais resistentes; fios mais finos; durabilidade superior; relativamente alto alongamento (produtividade); alta estabilidade dimensional; dispensa lavagens a seco; boa resistência à abrasão; boa resiliência; boa absorvência; menor peso (tecidos mais leves); biodegradável; resistência química boa sendo melhor que outras fibras do gênero; o fio singelo possui um número inferior de irregularidades e imperfeições (neps, pontos finos e pontos grossos); resistência e alongamento superiores acarretando numa significante melhoria nos processos têxteis pós-fiação.

Sorte Tencel
O TENCEL® é uma fibra de celulose feita a partir da polpa de madeira, um recurso natural e renovável que é retirado de florestas gerenciadas e auto-sustentáveis. Diferentemente das lavouras de algodão, a cultura da polpa requer usos limitados de pesticidas e herbicidas. E as árvores usadas para a polpa produzem sete vezes mais celulose por hectare do que o algodão.

Sorte Eco-PET
Este tecido é produzido à partir da reciclagem da garrafa PET, sendo sua composição 50% Algodão / 50% PET. Cada camiseta produzida com este tecido corresponde à duas garrafas PET retiradas do meio ambiente. Um tecido que combina o toque do algodão com o valor sócio ambiental da reciclagem do PET.

Sorte Jeans orgânico
O jeans orgânico é produzido com 100% de algodão orgânico. Utiliza materiais ecológicos, como fécula de batata e índigo reduzido a fim de substituir produtos químicos normalmente usados no beneficiamento do jeans.


Funções e usos: Segundo Sue Jenkyn Jones, “a moda é uma forma especializada de ornamentação do corpo” e são oito as suas funções: utilidade, decência, indecência (atração sexual), ornamentação, diferenciação simbólica, filiação social, auto-aprimoramento psicológico e modernismo. Os produtos Raiz da Terra relacionam-se com essas funções, sendo o uso estritamente dentro do contexto de vestuário.

Durabilidade: Segundo o empresário, todos os tecidos são biodegradáveis, pois são naturais.

Preço dos produtos

Produção

Lojista

Consumidor final

Peça mais barata

R$ 13,00

R$ 31,90

R$ 70,00

Peça mais cara (jeans)

R$ 35,00

R$ 90,00

R$ 200,00

 
Facilidade de compra, acesso:
Através do site da empresa, de representantes, em feiras do setor (como o Ethical Fashion Show e o Minas Treck), em lojas multimarcas (em Belo Horizonte, na Serra Adventure, Rotas e Adrena) e no showroom da empresa.

Características específicas:
A Raiz da Terra é uma empresa co-responsável para com o desenvolvimento humano e ambiental, promovendo a conscientização ambiental e social por meio do desenvolvimento de projetos direcionados à educação ambiental, revitalização de ambientes naturais, patrimoniais e culturais.
A empresa estabelece parcerias com ONG´s (ex.: Projeto Asas do Morro), organizações em geral (ex.: SOS Falconiformes), associações, comunidades, prefeituras e pessoas físicas.



Escrito por Lu Duarte às 10h46
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Ecobags de destaque

Lenny e Cia _ estilo

A ecobag da Lenny é feita de ráfia unida à manufatura tradicional do couro com verniz; pele natural com acabamento tecnológico. A minha dúvida é se é de ráfia de polipropileno (=plááástico), que é a mais comercial. A ráfia está em alta, e a penúltima coleção do Reinaldo Lourenço trouxe-a da roça para o luxo.

 

 


Ecobag Lenny e Cia


Lilla Ka por Diana Sternfeld _ forma

De acordo com o livro "Ecobags" (autora Lilian Pacce, editora Senac), esta ecobag caracteriza-se por "a parte interna é m saquinho de seda descartável e a externa é de linho, 100% natural. Além de ser dupla face, pode ser dobrada (Já que os cortes a laser se encaixam perfeitamente) e guardada dentro do saquinho destacável." Original, não?

 

Ecobag Lilla Ka


Raia de Goeye _ conceito

O que mais chamou minha atenção nesta ecobag foi o conceito, afinal a forma é bem simples. Studno Paula Raia e Fernanda de Goeye, "a ideia foi uma No Plastic Bag com uma causa a mais: transporte fluvial. Queremos passear de barco com a nossa bolsa urbano-náutica com plaquinha de madeira reflorestada do Brasil. para economia de combustível fóssil, para diminuir a emissão de poluentes, para escoar produtos brasileiros até os portos, e para nos poupar um pouco da poluição sonora."

Ecobag Raya de Goeye


TAO Galeria _ mídia

A ecobag abaixo foi a que eu mais vi gerar mídia espontânea brasileira. Só deu ela há uns dois anos atrás. Foi desenvolvida pela editora da Casa Vogue, Clarissa Schneider, e é feita de lona reciclada e couro.

Ecobag TAO Galeria


Tereza Santos _ material

Suspeito que o material desta ecobag seja importado... Ela é "feita de lona de PET reciclado composta de fio de algodão e poliéster feita a partir de garrafas PET. O acabamento do produto é feito com fluxo de beneficiamento, diminuindo o impacto do meio ambiente e economizando recursos naturais como a água. Este processo confere um aspecto rústico ao algodão em contraste com a lisura do fio de PET A resistente estrutura do tecido permite seu uso em outros produtos e segmentos, como decoraçãoe  calçados."
Ecobag Tereza Santos

 



Escrito por Lu Duarte às 10h52
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Ecobags de couro ecológico

Cantão

Ecobag feita com ecojeans, o jeans orgânico Now. Trançado com ecocouro vegetal, feito pela Treetap com os seringueiros da Amazônia. Confeccionada por Taoolee. Lembrando que o trançado é uma técnica referente à cultura têxtil brasileira...

 

 

Ecobag Cantão


Le Lis Blanc

Ecobag feita de couro vegetal (provavelmente o Treetap), algodão e lona. Por dentro, há um forro estampado de zebra.


Ecobag Le Lis Blanc



Escrito por Lu Duarte às 10h18
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Uma árvore no meio do caminho

 

Ravi e a árvore, no meio do meu caminho - no bom sentido Apaixonado

 

No meio do caminho


No meio do caminho tinha uma árvore  

tinha uma árvore no meio do caminho  

tinha uma árvore  

no meio do caminho tinha uma árvore. 


Nunca me esquecerei desse acontecimento  

na vida de minhas retinas tão fatigadas.  

Nunca me esquecerei que no meio do caminho  

tinha uma árvore  

tinha uma árvore no meio do caminho  

no meio do caminho tinha uma árvore. 

 


Ooooops!!! Mas não era "pedra"?!?

Pois é, era. Hoje, o que está no meio do caminho é uma simbólica árvore - e Drummond, hoje, talvez, reescreveria seu belo poema assim... É que as questões ambientais são de fato encaradas como uma pedra. Aliás, a ética ambiental é um pedregulho "desse tamanho" no cotidiano do homem contemporâneo, da gente. 

Essa foto eu tirei ontem, passeando com meu namorado no Parque Lagoa do Nado (no qual é proibido nadar... vai entender...), aqui em Belo Horizonte. Reparem que a estrada desvia-se da árvore, respeitando a existência dela, preservando-a. Nas nuvens 



Escrito por Lu Duarte às 23h57
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O monomaterial a favor da sustentabilidade

rubber sneacker - USA The Cool Hunter

Finalmente fizeram um tênis inteiro de borracha, a la All Star! Muito feliz

Ok, já havia o Crocs e outros genéricos, mas não com esse estilo streetwear. Observe os furinhos, para os pés respirarem... Jóia

Quando um objeto tem apenas um material, dizemos que ele é monomaterial. Sabe qual a vantagem disso? Em dúvida É que é mais fácil para reciclar! Imagine o trabalho que a indústria da reciclagem tem para separar todos os materiais de um aparelho celular, por exemplo. Ou seja, um objeto de um único material é mais sustentável. Bem humorado



Escrito por Lu Duarte às 14h13
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Ecobag Levi's

Uma das empresas pioneiras no desenvolvimento de jeans ecológico é a Levi's.

A ecobag abaixo foi desenvolvida exclusivamente para a exposição "Eu Não Sou de Plástico", curada pela jornalista de moda Lilian Pacce - inclusive a imagem é do livro dela, "Ecobags" (editora Senac). 

Ecobag Levi's

A ecobag Levi's é feita de jeans orgânico desgastado por abrasão de óxidos inertes, que não poluem porque são naturais. O processo é feito sem uso de água - o que é a maravilha Muito feliz, já que as empresas responsáveis pela lavagem de jeans são das que mais gastam (desperdiçam) e poluem a água no setor de moda.

Levi's - Sustentabilidadehttp://www.levi.com.br/?#responsibility

Falando em Levi's, só pra estender o assunto, acabei de remendar uma camiseta minha da Levi's. Aliás, remendar é falar feio; mais bonito é dizer: acabei de aumentar o ciclo de vida do meu produto! Ráááá!!! Bobo ehehehe

A propósito, é uma camiseta que veio com uma tag sobre responsabilidade social da marca, mas feita de uma malha de algodão não-orgânico (ou seja, muitos pesticidas, muitas mortes de agricultores, etc, etc, etc) e super fina/rala (por isso a malha "picou", fez um furinho).

Va bene.... Nem todo produto sustentável é perfeito, né? Carente



Escrito por Lu Duarte às 12h07
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Ecobag Gustavo Silvestre

Uma das minhas ecobags preferidas é a do Gustavo Silvestre! Ela é de palha feita artesanalmente em Penedo (AL) e tem aplicações de borracha. O grande diferencial é como a borracha foi aplicada e vulcanizada. Parece uma ecobag boba, mas não é: a aplicação artesanal de borracha é algo com tecnologia social. Mais sustentável, impossível! Bem humorado

Ecobag de Gustavo Silvestre



Escrito por Lu Duarte às 21h15
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Biomimética

Que tal aprender com a natureza? Em dúvida

A natureza já solucionou muitos dos nossos problemas! E isso não é conversa fiada!

É a Biomimética!Alegre

 

biomimética é uma área da ciência que tem por objetivo o estudo das estruturas biológicas e das suas funções, procurando aprender com a Natureza (e não sobre ela) e utilizar esse conhecimento em diferentes domínios da ciência. A designação desta recente e promissora área de estudo científico provém da combinação das palavras gregas bíos, que significa vida e mímesis que significa imitação. Dito de modo simples, a biomimética é a imitação da vida.

Trata-se de uma área multidisciplinar que pode envolver diversos ramos da ciência, tais como a Biologia, a Química, a Física, a Informática, a Matemática e a Electrónica. Na Natureza existem vários milhões de espécies das quais menos de dois milhões estão catalogadas até agora. Isto representa uma gigantesca base de dados de soluções inspiradas em sistemas biológicos para a resolução de problemas de engenharia e de outros campos da tecnologia.

Na crescente lista de modelos biomiméticos desenvolvidos atualmente, alguns podem ser citados como destaque:


Velcro
Desenvolvido a partir de 1941 pelo engenheiro George de Mestral a partir da observação de sementes de grama dotadas de espinhos e ganchos que se prendiam nos pelos de seu cão.

Superfícies de baixo atrito
Inspirada na forma como a pele dos peixes reage ao contato com a água, essa tecnologia, aplicada ao seu traje de natação, aujdou o nadador Michael Phelps em suas conquistas nas piscinas. A mesma tecnologia tem sido aplicada também em cascos de navios, submarinos e mesmo aviões.

Telas "asa-de-borboleta"
São superfícies de visualização de baixíssimo consumo de energia, baseadas na forma como as asas de borboletas refletem a luz.

Turbina "WhalePower"
Inspirada na forma das nadadeiras da baleia jubarte, as lâminas nervuradas desse tipo de turbina eólica produzem 32% menos atrito e 8% de deslocamento de ar que as lâminas lisas convencionais.

Carro biônico
Desenvolvido pela Mercedes-Benz a partir da forma do peixe caixa, esse carro atinge um coeficiente de aerodinâmica de 0,19 e consome 20% menos combustível que um veículo convencional de potência equivalente.

Efeito lótus
Baseado na forma como as folhas do lótus repele a água e a sujeira, diversas soluções estão sendo desenvolvidas pela indústria para aplicação em tecidosmetais, para-brisas de aviões e faróis de automóveis.

 



Escrito por Lu Duarte às 15h18
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"Design verde", "ecodesign" e "design para a sustentabilidade"

Algumas pessoas haviam me pedido meu relatório final de meu projeto de iniciação científica. Nem eu lembrava mais desse artigo-relatório. Daí, estava relendo-o e encontrei este trecho, que tem bem a ver com a gente:

 

2. 1. 8. Design e sustentabilidade

            Existem três qualificações de design relacionado à sustentabilidade: o design verde, o ecodesign e o design para a sustentabilidade.

O design verde teve o mérito de despertar a consciência para um problema que passou aos poucos a integrar a agenda de discussões (CASTRO, M. L. A. C., CARRARO, C. L.; 2008). Diferentemente da concepção dos eco-produtos do design verde, o ecodesign tem mais a ver com uma eco-gerência de produtos, considerando todo o ciclo de vida dos mesmos (MANZINI, E., VEZZOLI, C; 2005). Já o design para a sustentabilidade, o qual se refere ao projeto em questão, caracteriza-se por:

§  Ampliação do conceito de sustentabilidade;

§  Questionamento da função do produto;

§  Possibilidade de influenciar os padrões de consumo exigentes;

§  Destaque para a responsabilidade do consumidor;

§  Ampliação do conceito de sustentabilidade.

O design verde havia proposto a recentralização do design no homem, mas embora na deixasse de fazer uma reflexão sobre o consumo, colocava o foco no produto e nos processos industriais. O eco-design, por sua vez, também propusera uma visão extremamente centrada no produto, em seu ciclo de vida, na gerência de seus processos de fabricação e transformação. Embora estes enfoques sejam necessários e importantes, as mudanças no produto e na produção e mesmo no ciclo de vida do produto não são suficientes para sozinhas reverter a trajetória insustentável nas proporções e na velocidade necessárias. A reflexão sobre a capacidade de gerar mudanças a partir da expressão de novas aspirações e de uma demanda mais ética levou, assim, a novos enfoques de sustentabilidade no design, que atribuem aos consumidores um papel mais importante e criativo, gerando propostas mais radicais e envolvendo expectativas de mudanças ainda mais profundas na sociedade, no consumo e na forma de se relacionar com os produtos (CASTRO, M. L. A. C., CARRARO, C. L.; 2008).



Escrito por Lu Duarte às 15h01
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Quem tem seda? O Brasil tem a melhor do mundo!

Seda brasileira, 'a melhor do mundo', está ameaçada

Fornecedor da grife francesa Hermès, a fabricante de fios Bratac, de Bastos, está há três anos no vermelho

Mariana Barbosa, de O Estado de S.Paulo


ENVIADA ESPECIAL/BASTOS - Foi preciso a francesa Hermès inaugurar uma loja no Brasil para muitos consumidores brasileiros descobrirem que os fios da seda dos caríssimos lenços e gravatas da grife de luxo são 100% brasileiros. E mais, que o fio de seda nacional é o "melhor do mundo", nas palavras do presidente da Hermès, Patrick Thomas, que esteve em São Paulo na semana passada para a inauguração da primeira loja da empresa no País.

O posto de melhor fio de seda do mundo foi conquistado com um rigoroso processo que começa na seleção das larvas do bicho-da-seda e que garante uma qualidade constante. A Bratac, principal indústria de fiação de seda do País, fundada por imigrantes japoneses e que no ano que vem completa 70 anos, detém o controle de todo o ciclo de produção - diferentemente da China, que domina 80% do mercado e onde cada etapa é feita por um intermediário. Só os casulos mais perfeitos entram na linha de produção dos fios mais caros e sofisticados, como os adquiridos pela Hermès ao preço de US$ 32,88 o quilo, dez dólares a mais do que o quilo do fio de seda produzido na China.

No entanto, nem mesmo esse diferencial de qualidade tem sido suficiente para garantir a sobrevivência de uma tradição que nasceu com a imigração japonesa na primeira metade do século 20, quando os japoneses que vinham de navio traziam no bolso os ovinhos do delicado bicho-da-seda.

Fornecedora da Hermès há mais de 20 anos, a Bratac está há três anos operando no negativo. O faturamento, que alcançou R$ 90,8 milhões em 2002, no ano passado caiu para R$ 64,6 milhões. "Exportamos 95% da nossa produção, enquanto nossos custos são todos em real", afirma o diretor Shigueru Taniguiti Junior.

Responsável por 75% dos fios produzidos no País, a empresa já dispensou mais de 300 trabalhadores este ano e encerrou as atividades de uma planta no município de Duartina, interior de São Paulo. A empresa já teve 3 mil funcionários. Hoje são 1.150.

Na sede da companhia em Bastos, a 549 quilômetros de São Paulo e muito distante do glamour do Shopping Cidade Jardim, diversas máquinas aguardam novos pedidos para voltar a girar. Maior unidade fabril de fiação de seda do mundo, a planta de Bastos opera com uma ociosidade de 35%. "A pergunta que nós nos fazemos é quanto tempo mais a gente aguenta", diz Junior, neto de um dos sete fundadores da companhia. Para sair do prejuízo, calcula que seria preciso reajustar seu preço em 20%. "Ninguém aceita isso." Nem a Hermès, parceira de tantos anos? "Eles aceitam pagar um alfa pela qualidade, mas não pagam um beta pelo custo do real forte ou da nossa carga tributária."

Uma combinação de fatores como real forte, a competição com a China e a modernização dos costumes e dos modos de se vestir são os responsáveis por devastar a produção nacional. Este ano, a previsão é de uma produção de 850 toneladas de fio de seda, pouco mais da metade daquilo que foi produzido em 2002 (1,6 mil toneladas). O volume representa um quarto da produção de 20 anos atrás. Em 1989, além dessa produção quatro vezes maior, o preço era bastante superior ao praticado hoje: US$ 53,89 o quilo.

Naqueles tempos pré abertura do governo Collor, o parque industrial brasileiro abrigava 17 fiações de seda, além de dezenas de confecções que transformavam o fio no nobre tecido. Hoje, restam duas fiações: a Bratac, de capital 100% nacional, e a Fujimura, subsidiária de uma fiação japonesa.

Empenhado em mudar a sorte da empresa fundada pelo avô, Junior coordena o Comitê da Seda na Associação Brasileira da Indústria Têxtil (Abit), formada por fiações e tecelagens e cujo objetivo é pensar estratégias para garantir a sobrevivência da indústria. "Pouca gente sabe que somos o 3º maior produtor de seda do mundo, atrás de China e Índia", diz ele, que reclama do fato de as tecelagens e estilistas de moda não fazerem propaganda da seda 100% nacional. O grupo também tenta combater a importação ilegal. "Do volume que a China declara que vende de tecido de seda para o Brasil, aqui só chega metade. Acho que o resto afunda no caminho", ironiza.

Para Eliane Gamal Mesquita, diretora-presidente da tecelagem Safira Sedas, que também participa do Comitê da Seda, a indústria nacional só vai sobreviver à invasão chinesa se investir em produtos especiais, seja para a moda ou para a decoração. "Para envolver estilistas e decoradores, as tecelagens precisam investir em tecnologia e design para oferecer produtos diferenciados."

Eliane, cujo pai tinha uma tecelagem tradicional de seda, fundou a sua própria em 1994, na contramão do mercado. "Havia em Americana um monte de tecelagens de seda produzindo crepe, musseline, chifon, produtos de menor valor, mas quebraram todas." Com tecidos sofisticados voltados para o mercado de decoração, a Safira é uma das principais clientes da Bratac no Brasil. "Dependo deles pois meu volume é pequeno e seria inviável importar fio de seda".


Renda mensal de criador só paga uma gravata


BASTOS

Em assentamentos de sem terra no Mato Grosso do Sul, a criação do bicho-da-seda garante renda mensal familiar de R$ 750 - dinheiro que na nova loja Hermès daria para adquirir uma gravata da seda. Em média, uma família é capaz de produzir 180 quilos de casulo ao mês, durante nove meses do ano. A quantidade é suficiente para produzir mais de 100 gravatas, considerando que são necessários 6,3 quilos de casulo para cada quilo de fio de seda.

A criação do bicho-da-seda, ou sericicultura, já foi a atividade que oferecia a melhor remuneração no campo. Porém, com a queda no consumo e na cotação do fio no mercado internacional, os criadores estão abandonando a atividade. Só a Bratac chegou a contar com o fornecimento de casulos de 6 mil famílias. Em 1989, esses criadores produziram 12 mil toneladas de casulo. Hoje porém, os fornecedores da Bratac se resumem a 1,5 mil criadores. A produção, no ano passado, foi de apenas 3,5 toneladas. "Uma das principais limitações hoje é a falta de matéria-prima", afirma o diretor da Bratac, Shigueru Taniguti Junior. "Deixar máquinas paradas tem um custo alto. Se tivesse matéria-prima, eu poderia produzir e estocar."

Para tentar contornar a falta de casulos, a Bratac fez uma parceria com o Ministério do Desenvolvimento Agrário para incentivar a sericicultura em assentamentos no Estados de São Paulo e no Mato Grosso do Sul. A cultura é propícia, pois ajuda a fixar o homem no campo e pode ser cultivada em pequenas propriedades. Com um alqueire de amoreiras, cuja folha é o único alimento do bicho-da-seda, é possível obter uma produção de 180 quilos por ciclo de produção. O retorno também é garantido, uma vez que toda a produção é adquirida pela Bratac, que paga à vista ao final de cada ciclo. A empresa também oferece agrônomos para acompanhar e dar assistência aos produtores.Apesar disso, a iniciativa só vingou no Mato Grosso do Sul e mesmo assim, a produção é bem reduzida.

Hoje, a maior parte da produção vem do Paraná e, em segundo lugar, de São Paulo. O bicho-da-seda também enfrenta a concorrência de outras culturas, como a cana, e não costuma atrair jovens, pois exige dedicação e paciência.

 

ELITE

Criador de bicho-da-seda há 40 anos, Miguel Pereira da Silva, 69 anos, faz parte de uma espécie de elite dos sericicultores, pois dedica-se a criação de larvas de raça pura, usadas para acasalamento e produção de novas larvas. Ele ganha R$ 13 por quilo de casulo, enquanto o destinado à produção do fio de seda rende até R$ 7,20, dependendo da qualidade. No entanto, nos últimos anos, Silva precisou diversificar a produção para garantir a renda da família. Com uma produção de 600 quilos por mês durante nove meses do ano, conseguiu garantir renda de R$ 52 mil em 2008. "É o que está declarado no Imposto de Renda", conta. "Em outros anos, cheguei a declarar R$ 72 mil."

Se seus casulos fossem aproveitados na confecção de fios de seda, a produção de Miguel seria suficiente para produzir algo como 3.600 gravatas em um ano - equivalente a um faturamento bruto de R$ 2,4 milhões. "Com a sericicultura criei duas filhas, comprei um carro e um trator. Mas hoje estou correndo atrás de centavos", diz Silva. Em sua casa modesta na zona rural de Bastos, que há alguns anos recebeu a visita dos donos da Hermès, o único exemplar de seda está na parede, na imagem de uma japonesa de quimono. "Ah, se eu pudesse ter uma camisa bonita de seda..."



Escrito por Lu Duarte às 16h41
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E-commerce + Jefferson Kulig

Estou trabalhando (lightmente) como personal stylist no e-shop do Jefferson Kulig.

Lembrando que estou em Belo Horizonte, que é "praça de teste", como Goiânia e Porto Alegre, ou seja, os mercados mais difíceis de aceitarem algo novo. O 1º Carrefour e o 1º McDonald's foram em BH. Deu pra ter uma idéia do grau de resistência e relutância da galera por aqui, né?

Se a gente consegue com que a moçada aqui compre roupa pela internet (reza a lenda que apenas 9% dos internautas compram artigos de vestuário na internet), o e-commerce dá certo em qualquer lugar do Brasil.

Moral da história: pelo menos pra mim, eu vou vender muita roupa do meu gosto. Rá!!! Bobo ehehehe

 

No site E-Commerce é possível ler mais de 80 artigos sobre comércio e marketing virtual.

e-commerce: http://www.e-commerce.org.br/artigos_ecommerce.php

Tornando a falar do e-shop Jefferson Kulig, nota-se roupas confortáveis e de modelagens mais amplas (para atender ao corpo natural e real, o que é positivo), mas um pouco longe do estilo hype da passarela da marca na SPFW. Talvez isso justifique os preços bem mais camaradas das roupas no e-shop. Ainda assim, as roupas têm atributos que a valorizam enquanto ao estilo, como estampas exclusivas, bordados à mão, recortes à laser, tecidos de toque gostoso e bom caimento (como jersey), além de ser uma etiqueta forte o nome Jefferson Kulig.

Pra quem se interessar, é só seguir o passo-a-passo:

  1. acessar e-shop Jefferson Kulig: http://www.jeffersonkulig.com.br/eshop.aspx?c=1
  2. selecionar os produtos desejados
  3. logar personal stylist: Lu Duarte

Qualquer dúvida, estou à disposição no e-mail: lucianjung@hotmail.com



Escrito por Lu Duarte às 00h07
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Pistache Eco Blog na ativa

"Enquanto isso, no Castelo Rá-Tim-Bum", ooooops! Bobo, enquanto isso, no blog da marca eco-infantil Pistache & Banana, tenho digitado o seguinte:

Pistache Eco Blog: http://pistachebanana.com.br/blog/

 

A alma do negócio

 Hoje as crianças sabem de cor o nome de diversas marcas e comprar pode se tornar um ato de primeira necessidade.

Para a psicopedagoga Sonia Beatriz Beroth, na medida em que as crianças têm acesso aos meios de comunicação, especialmente á televisão e à internet, a propaganda é uma fonte propulsora de incentivo ao consumo infantil. “As crianças são influenciadas a acreditar que este ou aquele produto anunciados são necessários e não podem deixar de fazer parte de seu mundo infantil”, explica.

Para Isabella Henriques, coordenadora do Projeto Criança e Consumo, do Instituto Alana (São Paulo / SP), não só a publicidade como todas as formas de comunicação mercadológica influenciam fortemente o consumo infantil. Ela cita os dados divulgados em 2007 pelo Instituto de pesquisa TNS, que chamaram a atenção para alguns fatores relacionados às práticas de consumo de crianças brasileiras: além da publicidade televisiva, elas também se sentem atraídas por produtos e serviços associados a personagens famosos, por brindes e por embalagens chamativas. De acordo com a pesquisa Kids Power (TNS/InterScience), para 83% das mães brasileiras, o que faz com que seus filhos lhes peçam determinada marca é a publicidade. Apesar das oportunidades da mídia se comunicar diretamente com as crianças, não se pode esquecer de que onde tem uma criança tem um adulto “vigiando” as escolhas. Esse segmento infantil, portanto, se configura por um consumidor de quatro olhos e quatro pernas. Uma relação complexa, pois coloca em jogo pelo menos dois desejos distintos. Segundo a pesquisa, enquanto as crianças decidem o consumo em função do gosto, emoção e imagem da marca, os critérios de compra das mães são os valores nutricionais, a saúde, as ofertas, a duração, a utilidade, o preço e a imagem da marca.

Fonte: Exclusivo Kids, suplemento do jornal Exclusivo, nº 07 – setembro / 2009, página 4

Legislação prevê limites

O x da questão da publicidade, segundo Isabella, é que ela diz que seremos felizes e completos se formos inseridos no mundo do consumo. A criança absorve essa mensagem literalmente, o que desperta nela o desejo de adquirir aquilo que ela muitas vezes não precisa. “Todos nós consumimos, o consumo é inerente á vida moderna. No entanto, quando ele se torna um ato impensado e exagerado, pode trazer graves conseqüências, sobretudo em crianças. E a comunicação mercadológica, como é feita hoje, contribui para a construção desse hábito nada saudável e extremamente insustentável”, salienta.

Embora não exista uma legislação que regulamente esta questão, algumas leis dão conta dos limites que deveriam ser respeitados. Tanto a Constituição Federal como o Estatuto da Criança e do Adolescente estabelecem que a criança deve ser prioridade e seus direitos se sobrepõem a qualquer interesse comercial. Já o Código de Defesa do Consumidor, em seu artigo 37, estabelece como publicidade abusiva aquela que se aproveita da deficiência de julgamento infantil. Além disso, o Código de Autorregulamentação Publicitária, do Conar (Conselho Nacional de Autorregulamentação Publicitária), alinhado com os códigos inglês e espanhol, é considerado um dos mais atualizados e restritivos do mundo em relação à propaganda para crianças.

O Instituto Alana defende uma lei única que regulamente essa questão no Brasil. Entre muitos projetos de lei que estão em tramitação no Congresso Nacional, apóia o PL n° 5.921/2001, do deputado Luiz Carlos Hauly, que propõe a proibidade de toda e qualquer comunicação mercadológica a crianças. “Isso significa que o mercado publicitário, caso essa lei venha a ser aprovada, deverá anunciar para os pais e responsáveis”, explica.

Fonte: Exclusivo Kids, suplemento do jornal Exclusivo, nº 07 – setembro / 2009, página 4

Crianças no alvo da mídia

Um prato cheio para o varejo e para a indústria, as crianças são consideradas hipervulneráveis às mensagens mercadológicas. De acordo com os especialistas, a criança é um ser em formação e, por essa razão, incapaz de compreender inteiramente as relações de consumo. Para Isabella, a criança fica exposta a mensagens que não a beneficiam de nenhuma forma, pelo contrário, despertam nela o hábito de consumismo, que pode levar a uma série de problemas, dentre eles distúrbios alimentares e obesidade infantil, estresse familiar, erotização precoce, consumo precoce de álcool e violência. A diferença entre o consumo da criança e do adulto está no fator critérios, segundo a psicopedagoga Sonia, pois o adulto tem condições de analisar a sua prioridade frente ao que está sendo ofertado. “O consumo infantil, habitualmente, é uma atividade prazerosa. No entanto, na medida em que ele se torna uma obsessão para a criança, que imagina não poder ficar sem o objeto de seu interesse, passa a ser extremamente perigoso”, alerta Sonia.

Há um investimento cada vez maior do mercado publicitário voltado para os pequenos consumidores. Segundo o Ibope, em 2006, os investimentos publicitários destinados ao segmento infantil no Brasil foram de quase R$ 210 milhões. Mas é preciso lembrar que não apenas as publicidades de produtos e serviços infantis que impactam as crianças. Isto porque as crianças são responsáveis, inclusive, pelas decisões de compra dos pais. A pesquisa da InterScience, de 2003, apontou que a criança influencia 80% das decisões de compra de uma família, inclusive de produtos direcionados aos adultos, como carros e telefones celulares. Mas Isabella diz que devemos olhar o que está por trás dessa informação para entendermos porque as crianças tem tanto poder nesse sentido. Segundo o Ibope, a criança brasileira passa quase cinco horas por dia em frente a televisão. Dessa forma, ela é fortemente impactada pelas publicidades, não só de produtos e serviços direcionados a ela, como também aqueles direcionados aos seus pais. “A criança foi transformada pelo mercado em uma pequena promotora de vendas”, critica.

Fonte: Exclusivo Kids, suplemento do jornal Exclusivo, nº 07 – setembro / 2009, página 5

Crianças + propagandas = educação para consumir

Com vasto acesso aos mais diversos tipos de informações, as crianças estão sujeitas a uma grande carga de propagandas. Porém, o vice-presidente executivo da Associação Brasileira de Anunciantes (ABA), Rafael Sampaio, afirma que há uma percepção muito negativa das crianças entrando no mercado de consumo, principalmente porque elas ainda não aprenderam a gerenciar as várias possibilidades de consumo existentes.

Contudo, Sampaio pondera que uma criança que não é educada para consumir pode cometer alguns erros. Uma parte dessa responsabilidade, segundo ele, é dos pais, outra da escola, da sociedade e da mídia. É fundamental ensinar como as crianças devem aprender a consumir”, assinala. Neste sentido, ele cita o projeto da World Federation of Advertisers, em nível mndial, que busca ensinar as crianças a entenderem as propagandas e ler corretamente os anúncios publicitários. “A ABA pretende trazer este projeto para o Brasil, para ensinar as crianças a consumirem melhor”, adianta. Ele diz que a tese da ABA é preservar a luta pelo consumo, mas fazê-lo com responsabilidade, com crianças capacitadas a entender a dialética do consumo.

Sampaio garante que a propaganda influi muito menos do que todos acreditam. O grande poder da propaganda, diz ele, é despertar o que já está na cabeça do consumidor. “A maioria das pessoas superestima o impacto da propaganda”, sentencia. Ele salienta que muitas instituições querem proibir a propaganda dirigida às crianças, mas isso não resolve o problema do consumo exagerado. “Defendemos que não seja tirada a possibilidade de luta entre as marcas, mas que se reoriente a propaganda”, finaliza.

Fonte: Exclusivo Kids, suplemento do jornal Exclusivo, nº 07 – setembro / 2009, página 5

Circuito Vilinha

Na Vila Madalena, bairro em que está a loja da Pistache & Banana, foi criado o projeto Circuito Vilinha.

Neste projeto, as lojas infantis participantes, como a Pistache, passam a ter o mesmo horário de funcionamento, promovem descontos entre elas, organizam liquidações e ações comunitárias com ONGs focadas em sustentabilidade e defesa de menores de idade.

As empresárias pretendem também estimular, em paulistanos que não moram na Vila Madalena, um hábito comum nas ruas do bairro: andar a pé.

Em tempos de Design de Serviço, focado na sustentabilidade, trata-se de um belo projeto, em que os stakeholders se articulam baseados em conceitos como cooperação, compromisso social, desenvolvimento ambiental e slow motion.



Escrito por Lu Duarte às 23h25
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Monografia de Moda Ética

Vivaaaaaaa!!!!!! Muito feliz

Neste ano, pela primeira vez, os alunos do curso de Design de Produto da UEMG poderão fazer monografia, não somente o projeto de produto de graduação. Este é o ano em que me formo neste curso... Eu queria tanto fazer monografia!!! Agora eu posso!!! E advinhe qual será o meu tema tão amado a ser desenvolvido??Em dúvida ehehehe

Design de Produto de Moda e Sustentabilidade, of course.

Segue aí meu currículo acadêmico, na Plataforma Lattes: http://buscatextual.cnpq.br/buscatextual/visualizacv.jsp?id=K4244053J2



Escrito por Lu Duarte às 22h44
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O conceito sustentável da Generation Love

A Generation Love é uma marca de moda sustentável, com um estilo completamente coerente com o conceito de moda sustentável: casual, despojado, com um toque hip-chic. Roupas jovens que atendem tanto a geração Y (como eu, na faixa dos 20 anos), atenta a valores de sustentabilidade, quanto a geração dos anos 70 (nossos pais, com seus 50 anos), a qual valoriza a "filosofia do paz & amor" e tem poder de consumo para resgatar essa identidade que o mercado não deu muita atenção nos anos 80 e anos 90. A identidade da fraternidade, da igualdade e da liberdade. Mas, hey boy!, não se trata de tempos de revolução, mas de evolução, de valores transmitidos em estilo de vida familiar. Pessoalmente, não se trata do meu caso. Essa identidade é uma subjetividade coletiva. Observe no site que se trata de uma roupa básica sim, mas também de uma marca com um conceito.

 

Generation Love, a collaboration between two friends determined to create a range of fashion-forward tees while doing "the right thing," joins the new wave of design with a conscience. The resulting collection of eco-friendly clothing also taps the current casually glam look for an effortlessly hip aesthetic.

Designers Roni Hirshberg and Audrey Bressa-Valcourt share in the design process, each adding their distinctive personalities while creating a cohesive collection. Using organic cotton and recycled polyester alongside other sustainable fabrics such as Tencel and micro modal, the duo aims to always choose materials that don't leave such a heavy environmental footprint and hope that one day this will be the norm for every label.

 

Their brand philosophy also includes supporting NYC's rapidly disappearing garment district, where each Generation Love tee is produced and embellished by hand.

With an interest in mixing fabrics and textures, the spring collection includes organic denim and plaids sourced from Japan and France, while fall explores faux fur and leather detailing.

Meu namorado que me passou a dica. Créditos a ele! Apaixonado



Escrito por Lu Duarte às 22h32
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From Ethical Fashion Forum

New Entrepreneurs Logo

News

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10th - 14th February

The Green Walk: Copenhagen Fashion Festival ,

Copenhagen Fashion Festival highlights its cities shops that carry at least one brand with a sustainable profile. The concept covers everything from environmental sustainability and use of organic materials to conditions for factory employees. Greenness and fairness warrant respect and attention.

Walk The Green Walk


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11th February, 12 - 6:00 pm

Nolcha Cares Exhibition, Bo Concept Studio, 144 West 18th Street, New York

The debut of a 13 piece womenswear collection in collaboration with Care for Kenya.

Nolcha selected five  independent fashion designers to work with Kenyan inspired themes for the one-of-a-kind collection to be made by Kenyan women who select the textiles and complete the garments. 


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14 - 16th February

Pure, Olympia London

Ethical Fashion Seminars  at Pure

Sustainable Success – Fashion Brands: 4.15pm Sunday 14th February

Sustainable Success - Accessories: 4.15pm Monday 15th February

The Ethical Fashion Forum and a panel of experts  will present the latest developments in the Ethical Fashion Sector, which brands are succeeding and why.

Find out more


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14th - 17th February

The GreenShows, 311 E11: Village Green, 311 E 11th Street, New York, 10003

Premiere fashion event exclusively committed to ecofriendly, ethically sound, fair-trade fashion during New York Fashion Week, featuring a selection of eco-conscious fashion designers including Ethical Fashion Forum Network member Sonja den Elzen's label Thieves.

The GreenShows make sure the production is 100% environmentally friendly and energy efficient using recycled, recyclable, and compostable material.


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16th -18th February

Surface Design Show, Business Design Centre, 52 Upper Street, Islington, London, N1 0QH

This year’s show will host an exciting new feature area – the SCIN Centre – which will introduce a range of the latest sustainable and green materials.

The Surface Design Show is the only UK event to focus exclusively on interior and exterior surface solutions in building design addressing sustainable issues seven sessions across two days.

See full list of seminars


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19th - 23rd February

NEWGEN, London Fashion Week Exhibition, Somerset House, Strand WC2.

Including  pioneering ethical designer and INNOVATION winner Christopher Raeburn.

Find out more. 

Image: Christopher Raeburn garment


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19 - 23rd February

Estethica at London Fashion Week, Somerset House

Estethica is the BFC’s eco sustainable initiative sponsored by Monsoon. Now in its seventh season, it has evolved to become the epicentre for London's ethical fashion industry

See the list if exhibitors



Escrito por Lu Duarte às 14h20
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22nd February - 7th March

Fairtrade Fortnight, UK

The Big Swap: For two whole weeks The Fairtrade Foundation be asking you to swap your usual stuff for Fairtrade stuff. Your usual cotton socks for Fairtrade cotton socks. Use your wallet to make a stand.

Every swap will be proof that the people of the UK want producers in the developing world to get a fairer deal.

Help The Fairtrade Foundation reach one million and one swaps

 

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Thursday 25th February 4 & 7pm

Fairwear Fashion Show, Bristol Cathedral

Showcasing 12 fashion ranges including Emma Watson's collection for People Tree, and hosted by Casualty actor, James Redmond, this event highlights fabulous and affordable alternatives to fast fashion that respect people and planet.

Find out more and buy tickets
 

 

 

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Friday 26th February 10am - 4.30pm

Fashioning An Ethical Industry Fashion Victims Event, University of West of England (Bower Ashton campus), Bristol. Free to attend

10:00 - 3:30: Nationally renowned speakers.

3.30 - 4:30: Practical re-fashioning / re-vampting clothes workshop.

Fashion Victims is a conference for 14-18 year old school and college students and their teachers from textiles, art, design, technology, business studies, economics and geography departments.

Find out more

 

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Saturday 27th February 12 - 1.45pm & 2.15 - 4pm

Burlesque Pantease, Pigalle Club, 215 Piccadilly, W1J 9HN

Join Pants to Poverty new collection launch for an afternoon of cheeky fun and your fairshare of scrumptious Tea and Pie! To raise money to free children working in cotton seed production, Time for Tease has put together a mischievous Pantease of Puppetry, Pie fights and Performances!

Buy tickets now

 

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28th February - 2nd March

Ethical Fashion Show, Milano via Tortona, Milan

Bringing together international buyers and fashion professionals with cutting edge ethical fashion designers from around the world. This is a 3-days trade event, for professional during the day and general public in the evenings.

More information coming soon

 

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2nd - 3rd March

Fashioning An Ethical Industry: Fast Forward Conference, Rich Mix, 35-47 Bethnal Green Rd, London, E1 6LA

Speakers confirmed so far include:

  • Otto Von Busch - Haute-Couture Heretic
  • Nieves Ruiz Ramos - Bibico
  • Sophie Koers - Fair Wear Foundation
  • Alex Mcintosh - Centre for Sustainable Fashion

This conference is by invitation only: Apply for invitation

 

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7pm 11th March

Ethical Fashion Exhibition, William Morris Gallery, Lloyd Park, Forest Road, Walthamstow E17 4PP

Showcasing innovative eco-designers including Ethical Fashion Forum Innovation winner Beautiful Soul, Emmeline 4 Re, Feng Ho, Nancy Dee, Elena Garcia, Sew Last Season, Miksani, and Tammam, plus craft stalls.

Tickets £8 (includes a free drink)

Link to William Morris Gallery

 

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12th -13th March

Fashion Fusion Expo, Old Truman Brewery, Brick Lane, London.

Fashion Fusion Expo is a brand new consumer event showcasing  boutique brands, vintage inspirations, designer collections and individual labels.

Four exclusive catwalk shows each day including Julia Smith and Ethical Fashion Boutique, exhibitors including Frank and Faith and SustainYoursStyle Boutique, coupled with a great line up of seminars for participants interested in the stories behind the products.

Tickets: £10 (£8 student concessions) or £15 on the door

Buy your tickets now

Image: Julia Smith dress

 

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1 - 4pm 28th April

Fashioning An Ethical Industry Placement Training, London (exact location tbc)

A chance to see first-hand how the industry works, to put your learning into practice and to ask questions.

Through the training, students will gain a deeper understanding of issues faced by garment workers and efforts being made to improve conditions and enable them to share their experience with other students on work placements.

Find out more

 

 

Dates for your Diary

ETHICAL FASHION FORUM LAUNCHES GLOBAL ETHICAL FASHION CALENDAR THIS WEEK

Scroll down to the right for the key international ethical fashion dates for your diary.

Refer to the online  ETHICAL FASHION CALENDAR  for more information, regularly updated.

We draw from the events page on the Ethical Fashion Network and our partners all over the world to compile this calendar. If you have events that you would like to feature on the calendar please upload them to the network or email us 

Interested in broadcasting a message to the Ethical Fashion Network?

We are launching a Broadcast My Message service. For just £50 we can broadcast your  message to all network members; be it a product launch, recruitment, event or other. We vet all broadcasts to ensure they are of interest to network members and offer advice on how to communicate in the best way to the network.  Email us for details.

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Escrito por Lu Duarte às 14h19
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UMA INTRODUÇÃO A SUSTENTABILIDADE: SUA RELAÇÃO COM O DESIGN E A ECONOMIA

1Duarte L. S., Escola de Design UEMG, lucianjung@gmail.com

 

1. INTRODUÇÃO

A competição dos produtos provenientes de empresas mais desenvolvidas eleva as expectativas do consumidor, que se torna mais exigente e consciente, elevando a competitividade, e demandando uma evolução onde a organização se torna um agente de transmissão de conhecimento. O acesso do consumidor às novas tecnologias é, assim, na maioria das vezes, mérito da integração do design nas práticas empresariais em economias mais avançadas.

A globalização também contribui, paradoxalmente, para a criação de uma identidade de produto. No ambiente competitivo, o design torna-se um importante fator na construção de uma identidade própria e de um caráter distintivo para o produto.

 

2. MATERIAIS E MÉTODOS

Um impacto excessivamente alto relativo à capacidade de absorção do ambiente gera, efetivamente, a chamada "insustentabilidade", ou seja, uma incapacidade do espaço natural de regenerar-se. Do que se deduz que a sustentabilidade seria a capacidade de "fruição dos bens naturais sem que sejam alterados seus eventuais usos futuros e suas características essenciais". Estamos aqui no âmbito da pós-moderna sociologia ambiental, para a qual são parâmetros de respeito do espaço natural:

a) que o uso de recursos naturais renováveis não ocorra mais rápido do que a própria renovação;

b) que a emissão dos materiais não possa ser maior do que a capacidade de absorção do ambiente;

c) que a utilização de recursos não-renováveis deva ser reduzida ao mínimo e, mesmo assim, apenas na medida em que se crie um substituto físico de equivalente funcionalidade sob a forma de recursos renováveis.

Apesar de sua importância na regulação da desordem social e ambiental provocada pela globalização, a sustentabilidade não tem sido necessariamente contemplada pelo direcionamento estratégico do design.  A própria idéia de sustentabilidade remete a um conceito vago e que incorpora diversos discursos.

A re-emergência da economia de mercado das políticas neoliberais nos anos 80 implicaram em mudanças na política ambiental: a sustentabilidade se separou do meio ambiente e passo a ser confundida com questões mais amplas de governabilidade e justiça social. A busca de maneiras práticas de se construir o novo conceito levou à inclusão da preocupação ecológica e da economia ambiental no âmbito das políticas e nos planejamentos estatais. O eixo central da discussão passou, então, para outras preocupações das ciências sociais: questões do poder, da distribuição e da equidade.

 

3. CONCLUSÃO

Há diversas abordagens para tratar da sustentabilidade, como a técnico-normativa, a político-cultural, etc.

Existe, entretanto um vazio nos discursos que ligam meio ambiente, justiça social e governabilidade: organizações não-governamentais internacionais criticam a economia de mercado, mas a retórica da política tem sido priorizada em detrimento das questões fundamentais: é preciso ir além das críticas que não oferecem alternativas. Assim, o desafio das ciências sociais é identificar a maneira pela qual as mudanças exigem que a idéia de sustentabilidade seja re-construída.

4. REFERÊNCIA BIBLIOGRÁFICA

VAREJÃO, M. Design ambiental. Cadernos de Estudo Avançado em Design, Caderno 2, vol. 1 (jul. 2008).

CASTRO, M. L.; CARRARO, C. L. O resgate da ética no design: a evolução da visão sustentável. Anais do 8º Congresso Brasileiro de Pesquisa e Desenvolvimento em Design, 2008



Escrito por Lu Duarte às 14h06
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